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Sakya
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Il mwbaSakya o mwbqSakyapa (mwbgtibetano: ས་སྐྱ་, mwbwWylie: mwcaSa skya, "terra pallida") è una delle quattro principali scuole del mwcqBuddismo tibetano (le altre sono il mwcgNyingma, il mwcwKagyu e il mwdaGelug). Insieme al Nyingma e al Kagyu è una delle cosiddette sette dei Berretti Rossi (dal colore dei berretti indossati dai monaci).
Contents
• Origini
• Note
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Origini
Il nome mweaSakya ("terra pallida") deriva dal peculiare paesaggio grigio delle Colline Ponpori nel mwegTibet meridionale, vicino a mwewShigatse, dove il mwfaMonastero di Sakya, primo monastero di questa tradizione e sede della Scuola Sakya, fu costruito da mwfqKhön Könchog Gyalpo (1034–1102) nel 1073.
La tradizione Sakya si sviluppò durante il secondo periodo di traduzione delle scritture buddhiste dal mwfwsanscrito in mwgatibetano alla fine dell'XI secolo. Fu fondata da Drogmi, un famoso studioso e traduttore che aveva studiato all'università di Vikramashila direttamente sotto la guida di Naropa, Ratnakarashanti, Vagishvakirti e altri grandi pandita dell'mwgwIndia per dodici anni.cite-ref-1[1]
Konchog Gyalpo diventò discepolo di Drogmi su consiglio di suo fratello maggiore.cite-ref-2[2]
La tradizione fu istituita dai "Cinque Venerabili Supremi Maestri" a cominciare dal nipote di Khonchog Gyalpo, Kunga Nyingpo, che divenne noto come Sachen, o "Grande Sakyapa":cite-ref-3[3]
• Sachen Kunga Nyingpo (1092–1158)
• Sonam Tsemo (1142–1182)
• Drakpa Gyaltsen (1147–1216)
• Sakya Pandita (1182–1251)
• Chogyal Pakpa (1235–1280)
Buton Rinchen Drub (1290–1364) fu un importante studioso e scrittore e uno dei più celebrati storici del Tibet. Altri notevoli studiosi della tradizione Sakya sono i cosiddetti "Sei Ornamenti del Tibet":
• Yaktuk Sangyey Pal
• Rongton Sheja Kunrig (1367–1449)
• Ngorchen Kunga Zangpo
• Zongpa Kunga Namgyel
• Gorampa Sonam Senge (1429–1489)
• Shakya Chogden (1428–1507)
La guida della Scuola Sakya è tramandata attraverso un sistema ereditario tra i membri maschi del ramo Sakya della famiglia Khön.
Insegnamenti
Sachen, il primo dei cinque supremi maestri, ereditò un patrimonio di dottrine mwtqtantriche dai numerosi traduttori tibetani o mwtgmwtwlotsawa che avevano visitato l'mwuaIndia, i più importanti erano: Drokmi Lotsawa, Bari Lotsawa e Mal Lotsawa. Da Drokmi viene l'insegnamento supremo del Sakya, il sistema di Lamdré (mwvqlam 'bras) o il "Sentiero e il suo Frutto", che deriva dal mwvgmahāsiddha Virupa, basato sul Hevajra Tantra. Mal Lotsawa introdusse nel Sakya il lignaggio esoterico Vajrayogini conosciuto come "Naro Khachoma". Da Bari Lotsawa vennero innumerevoli pratiche tantriche, la principale delle quali fu il ciclo di pratiche note come i mwwgCento Sadhana. Altre trasmissioni chiave che formano parte del curriculum spirituale Sakya comprendono i cicli di Vajrakilaya, mwxaMahakala e Guhyasamaja.
Il quarto patriarca Sakya, Sakya Pandita, fu notevole per la sua eccezionale erudizione e compose molti importanti ed influenti testi su mwxwsutra e tantra, compresi mwyaChiarire il Pensiero del Saggio e mwyqDiscriminare i Tre Voti.
Il principale sistema del Dharma della scuola Sakya è il "Sentiero con il Suo Risultato" [mwywlam dang 'bras bu bcas], che è diviso in due lignaggi principali, "Spiegazione per l'Assemblea" (mwzatshogs bshad) e "Spiegazione per i Discepoli Vicini" (mwzqslobs bshad).
L'altro maggiore sistema del Dharma della scuola Sakya è la "Spiegazione per i Discepoli" mwzwNāropā Khechari (mwaaNaro mkha spyod slob bshad).
Sottoscuole
A tempo debito, emersero due sottosette dal lignaggio principale del Sakya:
• Ngor, fondata a Tsang da Ngorchen Kunga Zangpo (1382–1457). La scuola Ngor è concentrata attorno al monastero Ngor Evam Choden. Rappresenta l'85% della scuola Sakyapa e la maggior parte se non tutti i monasteri in India sono Ngorpa, a parte il monastero di Sakya Trizin.
• Tshar, fondata da Tsarchen Losal Gyamtso (1496–1560 o 1502–1556).
Signoria feudale sul Tibet
I Mongoli mweainvasero il Tibet dopo la fondazione del mweqloro impero all'inizio del XIII secolo. Nel 1264 il regno feudale del Tibet fu dato a Phagpa dall'imperatore mongolo mwegKublai Khan. I lama Sakya continuarono a fungere da viceré del Tibet per conto degli mwewimperatori Yuan per quasi 75 anni dopo la morte di Phagpa (1280), finché la mwfadinastia Yuan fu grandemente indebolita dalla mwfqRivolta dei Turbanti Rossi negli anni 1350, un decennio prima che la mwfgdinastia Ming fondata da Cinesi nativi rovesciasse il dominio mongolo in Cina. I capi del regime Sakya furono i seguenti.cite-ref-5[5]
• mwhqPhagpa 1253-1280
• Dharmapala Raksita 1280-1282, m. 1287
• Jamyang Rinchen Gyaltsen 1286-1303
• Zangpo Pal 1306-1323
• Khatsun Namka Lekpa Gyaltsen 1325-1341
• Jamyang Donyo Gyaltsen 1341-1344
• Lama Dampa Sonam Lotro Gyaltsen 1344-1347
• Lotro Gyaltsen 1347-1365
Il Sakya oggi
Il capo della scuola Sakya, noto come Sakya Trizin ("detentore del trono Sakya"), è sempre tratto dalla linea maschile della famiglia Khön. L'attuale Sakya Trizin, Ngawang Kunga Tegchen Palbar Trinley Samphel Wanggi Gyalpo, nato a Tsedong nel 1945, è il quarantunesimo a tenere quella carica. Il 41º Sakya Trizin è la reincarnazione di due grandi maestri tibetani: un lama Nyingmapa noto come Apong Terton (Orgyen Thrinley Lingpa), che è famoso per il suo ciclo sulla Tara Rossa, il 39º Kyabgon Sakya Trizin Dhagtshul Thrinley Rinchen (1871–1936).cite-ref-6[6] Oggi, egli risiede a Rajpur (India) insieme a sua moglie, Gyalyum Kushok Tashi Lhakyi, e ai due figli Ratna Vajra Rinpoche e Gyana Vajra Rinpoche. Ratna Vajra Rinpoche, essendo il figlio maggiore, è il detentore del lignaggio ed è sposato con Dagmo Kalden Dunkyi Sakya, mentre Gyana Vajra Rinpoche è sposato con Dagmo Sonam Palkyi Sakya.
Tradizionalmente la successione ereditaria si alterna tra i due palazzi Sakya fin dal regno di Khon Könchok Gyelpo (1034–1102). La sottodinastia Ducho di Sakya sopravvive divisa in due palazzi, il Dolma Phodrang e il Phuntsok Phodrang. Sakya Trizin è il capo del Dolma Phodrang. Jigdal Dagchen Sakya (n. 1929) è il capo del Phuntsok Phodrang, e vive a Seattle (Washington), dove co-fondò il Monastero Sakya del Buddismo tibetano con Dezhung Rinpoche III, e costruì il primo monastero buddhista tibetano negli Stati Uniti. Il padre di Dagchen Sakya fu il precedente Sakya Trizin, Trichen Ngawang Thutop Wangchuk, dentetore del trono di Sakya, e sua madre Dechen Drolma. Dagchen Sakya è sposato con Sua Eminenza Dagmo Jamyang Kusho Sakya; hanno cinque figli e vari nipoti.
Il movimento Rimé
Durante il XIX secolo il grande maestro e mwoatertön Sakya Jamyang Khyentse Wangpo, il famoso maestro mwogKagyu Jamgon Kongtrul Lodro Thaye e l'importante terton mwpaNyingma Orgyen Chokgyur Lingpa fondarono il movimento Rimé, un tentativo ecumenico di incorporare tutti gli insegnamenti di tutte le scuole, per superare la separazione della trasmissione buddhista in tradizioni diverse.
Questo movimento influenza ancora la moderna pratica buddhista tibetana attraverso i "cinque grandi tesori" di Jamgon Kongtrul e il tesoro degli insegnamenti riscoperti (mwqqRinchen Terdzöd).
Note
cite-note-11. ↑ Cyrus Stearns, mwsqLuminous Lives: The Story of the Early Masters of the Lam 'bras Tradition in Tibet, Wisdom Publications, 2002.
cite-note-22. ↑ Migmar Setsen, mwtqTreasures of the Sakya Lineage: Teachings from the Masters, Shambhala Publications, 2008, cap. 25.
cite-note-33. ↑ John Powers, mwuqIntroduction to Tibetan Buddhism, Snow Lion Publications, 1995. p. 382.
cite-note-44. ↑ John C. Huntington e Dina Bangde, mwvqThe Circle of Bliss: Buddhist Meditational Art, Serindia Publications, 2003, p. 42. ISBN 1-932476-01-6.
cite-note-55. ↑ mwwgmwwwmwxaCentral Asia - East, su mwxqmy.raex.com. mwxgURL consultato il 13 ottobre 2012 mwxw(archiviato dall'mwyaurl originale il 27 settembre 2011).
cite-note-66. ↑ mwzaSito ungherese del Sakya Trizin
Bibliografia
• Ronald Davidson, "Preliminary Studies on Hevajra's Abhisamaya and the Lam 'bras Tshogs bshad". In Ronald M. Davidson & Steven D. Goodman, mw0aTibetan Buddhism: reason and revelation, State University of New York Press, Albany, N.Y., 1992, pp. 107–132. ISBN 0-7914-0786-1.
• John Powers, mw0wIntroduction to Tibetan Buddhism, Snow Lion Publications, Ithaca, N.Y., 1995. ISBN 1-55939-026-3.
• Chogyay Trichen, mw1gHistory of the Sakya Tradition, Ganesha Press, 1993.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sakya
Collegamenti esterni
• mw3w(EN) mw4aSua Santità Sakya Trizin, Sito ufficiale.
• mw4gSito del Centro Buddhista Tibetano Sakya Künga Chöling di mw4wTrieste.